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Elezioni rsu, la sfida di Cisl Fp e Scuola

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23/02/2012

Elezioni rsu, la sfida di Cisl Fp e Scuola

Piacenza

 

Recupero del potere d'acquisto dei salari, nuovi contratti, rilancio delle professioni e nuova politica degli organici. Sono queste le priorità con cui Cisl Fp e Cisl Scuola si presentano al voto per il rinnovo delle Rsu del pubblico impiego e della scuola. Priorità da rendere possibili attraverso la riorganizzazione degli enti, la spending review e la lotta all'evasione fiscale.

Giovanni Faverin e Francesco Scrima, leader delle due categorie della Cisl riunite ieri per il lancio della campagna elettorale, vanno dritti al punto. "Il potere d'acquisto dei salari nei settori pubblici è gravemente danneggiato dal blocco dei contratti - è il loro ragionamento -. I dati Istat sulle retribuzioni mostrano uno scollamento drammatico tra salario e inflazione. Scollamento che anche in passato si è registrato solo quando la contrattazione era ferma".

"Le condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici e del personale scolastico hanno bisogno di interventi rapidi", attaccano Faverin e Scrima. E lo strumento in grado di garantire condivisione ed efficacia è "la contrattazione collettiva, da rilanciare sia a livello nazionale sia a livello decentrato".

Fin qui, è il messaggio che arriva dalle due categorie, i lavoratori pubblici hanno contribuito responsabilmente al risanamento. Ora vogliono una riqualificazione vera della spesa pubblica. E vogliono "che il loro contributo alla creazione di risparmio sia riconosciuto e premiato".

 

"I risultati concreti sono da sempre il nostro obiettivo - sottolineano i due sindacalisti -. E negli ultimi durissimi anni non ci siamo tirati indietro". Cisl Fp e Cisl Scuola elencano i risultati ottenuti in un periodi molto difficile: il rinnovo dei contratti 2008/2009; il recupero dei tagli ai fondi di produttività e leggi speciali disposti dal famigerato decreto 112/2008; la difesa degli stipendi pubblici (tagliati in tutta Europa) e il dirottamento delle cesoie del risanamento su consulenze, alti dirigenti e costi della politica; l'aver impedito l'applicazione delle fasce-Brunetta al salario accessorio (25-50-25), il differimento delle tredicesime, l'esclusione ai fini pensionistici del servizio militare e del riscatto della laurea, e il taglio dei buoni pasto; l'avvio della previdenza integrativa per il pubblico impiego e l'ottenimento della norma sui piani di razionalizzazione. Se a questo si aggiungono il piano di assunzioni e di contrasto alla precarietà ottenuto per la scuola (67.000 immessi in ruolo a settembre) e l'intesa sul recupero degli scatti di anzianità, "si completa il quadro di un'azione sindacale efficace anche in tempi che sarebbero proibitivi senza una forte capacità di presenza, di proposta e di negoziato".

 

Una strategia sindacale, quella del negoziato a oltranza, che la Cisl rivendica, opponendola all'antagonismo di una Cgil barricadera (sponda "ideale" dell'aggressività del precedente Governo). Ed è questo il massaggio che la Cisl ha consegnato ai propri candidati. Candidati a cui si chiede un impegno durissimo. Più che mai importante, secondo il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni in una fase di latitanza politica. "La classe politica - osserva Bonanni - si è autoesclusa per cinismo; pronta a tornare in prima linea per la campagna elettorale. Noi non ce lo possiamo permettere, perché lasceremmo campo libero ai populismi. Ma il Paese è cambiato moltissimo negli ultimi sei mesi, a livello culturale, di consapevolezza. E oggi più che mai la nostra linea è la linea che la gente ricerca".


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